Muro di Gomma

“Io stupro, tanto me ne sto a casa!”

1 Febbraio 2009 · Lascia un Commento

E’ il messaggio lanciato dai Magistrati alla decisione di mettere agli arresti domiciliari lo stupratore di “Capodanno” e due rumeni del “branco” di Guidonia.

In questo caso i magistrati che hanno dato la possibilità a questi delinquenti di tornarsene a casa loro, potrebbero diventare complici degli stessi autori dei delitti.  “Complice” è una parola grossa ma alcuni di loro potrebbero evadere dal carcere domiciliare per compiere altri atti illeciti: fuggire oppure perché no, delinquere di nuovo.

Non si può dire, come nel caso dello stupratore di Capodanno che gli si dà la detenzione domiciliare poiché, in fin dei conti, è un bravo ragazzo. Né che il carcere domiciliare vale quello da vero recluso poiché vivere a casa propria, circondato dai familiari, dormire nel proprio letto e godersi lo spettacolo davanti alla TV sul divano, non è come stare in una cella isolato da tutto e da tutti. 

Chi stupra è un delinquente. Lo è al pari di un assassino, di un ladro, più di un truffatore. In fin dei conti un truffatore cerca di portarti via dei soldi, non di macchiare la tua esistenza con un ricordo indelebile.

Ricordiamo che le donne che vengono violentate, sono condannate ad un’esistenza difficile. Diffidenti di tutto e di tutti, piene di complessi non solo sul rapporto interpersonale ma anche di relazione di coppia nel caso in cui trovino un compagno comprensivo. Con grandi difficoltà di amare liberamente e di cancellare un ricordo che resta indelebile come un marchio nella mente di queste donne molto sfortunate.

Chi stupra dovrebbe ricevere una pena esemplare e scontarla nel massimo grigiore ed in anguste celle senza contatti con l’esterno. Dovrebbero pentirsi di quello che hanno commesso e piangere dalla mattina alla sera, notte e giorno.

Con questo italiani o stranieri è la stessa cosa, nulla cambia. Nessun sconto per gli italiani e altrettanto per gli la_ciociara2c_screenshotstranieri. Ricordate che in Italia quando si parla male degli stranieri si punta il dito al razzismo. Non c’è cosa più falsa di queste parole, sappiate che i primi a condannare gli stranieri sono proprio i connazionali. Nel caso degli stupri, sono le stesse donne straniere vittime dei propri connazionali. Ciò è dato dal fatto che in molti casi le donne straniere fuggono in Italia poiché vittime di abusi sessuali nel proprio paese, sperando di trovare più comprensione in Italia. Alcune di loro ce la fanno, per lo più facendo le badanti e portando avanti un’esistenza dignitosa, esemplare, onesta e quasi mai elogiata. Purtroppo alcune di loro finiscono nella rete del racket della prostituzione e dello sfruttamento anche nel nostro Paese e per questo bisognerebbe che le Associazioni a difesa delle donne venissero in loro soccorso.  

Il pietismo, la comprensione, il buonismo, chiamatelo come vi pare, in questi casi non fa altro che alimentare una piaga che nel Mondo ogni giorno, rovina l’esistenza a migliaia di donne.  Da qui il titolo “Io stupro, tanto me ne sto a casa!”

Dicono che la causa  è perché le galere sono piene? “Che finissero quelle mai ultimate – direbbe Santoro. Ci sono edifici progettati come penitenziari e mai ultimati. Cosa ci vorrebbe a condonare quello che c’è da fare e finire queste opere, molte delle quali quasi ultimate. Sempre meglio che spendere altri soldi inutili e perché altro tempo prezioso.

Dicono che la colpa non è dei Giudici ma dei Politici che non hanno introdotto pene severe per questi reati? Allora cosa aspettano? “Che facessero leggi severe” – direbbe sempre Santoro. Aggiungiamo noi: che pensino, i politici alle loro figlie e alle mogli. Cosa farebbero se una di loro venisse violentata? La risposta è: impossibile perché loro hanno la scorta! Bene, allora che pensino alle donne che la scorta non ce l’hanno, quando fanno una legge, si mettano nei panni del comune cittadino.

L’appello va al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è anche il Capo Supremo della Magistratura, al Ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, nonché al vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino: signori l’ordine pubblico ed il rispetto delle donne è anche nelle vostre mani. Per il reato di stupro ci vuole un giro di vite duro e severo.

Galera, ci vuole la galera senza sconti.

Il ricordo dello stupro è indelebile
Il ricordo dello stupro è indelebile

Paolo Innocenti

Categorie: Attualità · Cronaca · Politica · Solidarietà
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