
E’ quanto emerge da una ricerca di Eurostat, secondo cui il 59% dei connazionali è restio all’utilizzo degli elaboratori elettronici e non ha gli elementi base per utilizzare un mouse. Vada per gli analfabeti informatici che sono nella fascia di età dei più anziani, tra i 55 e i 74 anni, pari all’87%, ma quello che stupisce è però che il 50% degli italiani che hanno tra i 25 e i 54 anni non hanno cognizione di hardware e sistemi operativi. Lo studio dell’Eurostat mette in evidenza un ritardo del nostro Paese nelle tecnologie informatiche che si giustifica solo con gli scarsi investimenti nel settore.
Siamo a livelli ancora molto modesti, ma che vanno valutati alla luce delle performance di segno negativo registrate dal settore degli ultimi anni, che ha subito i pesanti contraccolpi della crisi economica generale.
SOLO I GRECI STANNO PEGGIO DI NOI
Per le conoscenze informatiche, peggio di noi ci sono solo i greci, allergici alle tecnologie elettroniche per il 65% della popolazione. Lo studio dell’Eurostat conferma che in Europa, dove la media degli analfabeti informatici è del 37%, sono gli scandinavi i più portati per le nuove tecnologie: solo il 10% dei danesi, infatti, non sa usare il computer, come l’11% degli svedesi e, fuori dall’U.E., il 10% dei norvegesi. Per quanto riguarda i cosiddetti “maghi” del computer, questi si collocano per la maggior parte nella fascia dei giovanissimi (tra i 16 e i 24 anni). Al primo posto i giovani della Slovenia con il 67% di “maghi”. Ma attenzione! Notizie dell’ultima ora dicono che i greci stanno mettendo la freccia per il sorpasso!
SI SPENDE TROPPO POCO IN INFORMATION TECHNOLOGY
L’Italia non si sviluppa, la sua economia non cresce perché non innova e, in particolare, non investe in Information Technology. Il Paese è agli ultimi posti mondiali per investimenti fissi.
In Italia si investe poco nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, inoltre il valore della ricerca in questo campo, sia con fondi pubblici che con quelli privati è dell’1,2%. Al di sotto della media fissata con gli accordi di Lisbona che la stabilisce al 3%. I conti con l’estero del settore dell’information technology sono sempre più “rossi”.
E uno dei motivi di questo ritardo è da attribuire anche all’uso di internet che, in Italia, ha ancora una valenza troppo ludica: è il mezzo per scaricare musica, condividere momenti di svago e intrecciare relazioni interpersonali. In questo, i giovani italiani non sono diversi dai loro coetanei europei. Ciò che sembra mancare è lo scatto verso l’altro uso, più responsabile e avanzato della Rete: altrove il Web rappresenta l’accesso alla conoscenza per milioni di giovani, che online colgono l’occasione per restare informati, aggiornarsi, lavorare e acquistare. Nonostante i tentativi, anche la scuola non sembra essere riuscita a far passare questo messaggio, anche perché i docenti sono poco se non del tutto impreparati e sicuramente non ci aiutano i media tradizionali, pronti a dipingere il Web come un luogo pittoresco, a volte divertente a volte pericoloso, ma raramente come uno strumento di sviluppo e crescita.
E LA BANDA LARGA WI-FI?
Mentre nel nostro Paese si sta ancora procedendo a rilento per portare la banda larga ovunque, in Lettonia e in Estonia i ragazzi possono collegarsi alla Rete in modalità wireless su autobus di linea o treni pendolari. Proprio questo dato dovrebbe allarmare: Paesi che fino a poco tempo fa venivano considerati appena sopra il terzo Mondo, in realtà hanno conosciuto un exploit incredibile riguardo l’innovazione tecnologica ed oggi stanno ponendo le basi per essere autorevoli concorrenti nello sviluppo e nei mercati. E in Spagna che ci hanno superato per tecnologie, ormai è molto diffusa la banda larga “sociale”. Il modo più semplice per connettersi ad internet gratuitamente, mettendo a disposizioni della comunità la connessione WI-FI FON. Una specie di ADSL “condominiale” che offre a tutti un collegamento semplice su banda larga anche in mobilità.Per questo bisogna chiamare in causa il Governo italiano che non ha ancora stabilito le regole del WI-FI, relegandoci così agli ultimi posti nel Mondo per crescita tecnologica.
1 risposta finora ↓
Kay Rush // 23 Ottobre 2008 a 10:49 am |
Ciao, ti ho linkato nel mio blog. rushhour.blogosfere.it