Nube vulcanica un pesce d’aprile in ritardo?

Come sempre succede i media anche questa volta l’hanno fatta grossa. Carta stampata e TG si sono dati da fare per calamitare l’attenzione e mettere in ansia inutilmente milioni di persone. Se questo fatto fosse successo il 1° di aprile, avremmo pensato al classico “pesce”. E pensare che migliaia di voli aerei sono stati sospesi mandando in crisi le compagnie aeree e Wall Street. Un danno per l’economia mondiale che è stato addirittura superiore all’attentato dell’11 settembre. Ma allora i centri di controllo atmosferico che si trovano in altura cosa ci stanno a fare? Possibile che non controllino le polveri che circolano nell’aria? Sembra comunque che fosse stato detto che la nube vulcanica non era nociva ma non si è creduto subito a questa dichiarazione. Comunque se leggete l’articolo integrale apparso sul sito www.montagna.tv vi potete tranquillizzare del tutto anche perché notizia delle ultime ore, la nube sospinta dalle correnti, secondo gli esperti dell’Organizzazione meteorologica mondiale Wmo, si sta dirigendo verso l’Artico. Di seguito l’articolo integrale della innoquità della polvere vulcanica.

Paolo Innocenti

“Il livello di polveri giunto sui cieli italiani è davvero poco rilevante e assolutamente non preoccupante. L’emergenza in Italia è stata creata per mancanza di informazioni e di stazioni di rilevamento in alta quota che avrebbero potuto misurare la situazione con maggior precisione”. Questo il parere di molti ricercatori del Cnr che, grazie agli strumenti del Laboratorio Ottavio Vittori al Monte Cimone dell’Isac Cnr, dove sorge una delle stazioni di monitoraggio della rete Share promossa dal Comitato EvK2Cnr, ha stabilito che le ceneri del vulcano giunte nei cieli italiani sono molto inferiori alle polveri del deserto che tante volte hanno investito il nostro paese.
Si parla, infatti, di un PM10 di circa 25 microgrammi al metro cubo dove il limite europeo è a 50. In Inghilterra, i valori si attestavano intorno ai 350. “Tutte le decisioni di questi giorni sono state prese in assenza di misure empiriche, non c’era nessuna evidenza che la nube fosse effettivamente sui cieli italiani” aggiunge Guido Visconti, direttore del Cetemps de L’Aquila.

Il Laboratorio Ottavio Vittori dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr, che ospita la stazione Share del tutto simile a quella installata ad oltre cinquemila metri di quota, presso il Laboratorio-Osservatorio Piramide dell’Everest, ha iniziato soltanto ieri mattina a percepire qualche variazioni nel livello di polveri nell’atmosfera. Dopo una notte di rilevamenti a 2.165 metri, la quota in cui si dovrebbe trovare la nube, il Laboratorio ne ha confermato la debolezza. 

Paolo Bonasoni, Isac-Cnr, responsabile progetto Share e Laboratorio Ottavio Vittori, dichiara: “Solo ieri mattina, con il giramento dei venti che ora soffiano da nord, abbiamo iniziato a rilevare degli incrementi nella quantità di particelle grossolane e fini. Queste variazioni mettono in evidenza il passaggio della nube. Di fronte all’allarme creato in questi giorni, risulta evidente l’importanza di avere una rete di stazioni di monitoraggio atmosferico in alta quota. Se ci fosse una rete di stazioni completa sulle Alpi e gli Appennini probabilmente questo tipo di emergenze potrebbero essere gestite meglio grazie ad una maggior  disponibilità di osservazioni e di quantità di dati sui quali basare decisioni gravi come quelle della chiusura degli aeroporti”.

Massimo del Guasta, Istituto Fisica Applicata Ifaa-Cnr (Firenze), ha detto: “Lunedì mattina intorno alle 11 ora italiana la nube si trovava tra i 2000 e i 3000 metri di quota circa. Poi in giornata, tra le 16 e le 17 la nuvoletta si è sollevata intorno ai 3000 metri per poi disperdersi un po’ nelle ore più calde. E’ una nube molto molto debole, visibile solo attraverso gli strumenti di misurazione più precisi. Niente di comparabile per esempio anche rispetto a una di polveri sahariane che siamo abituati a vedere. Nella notte si è intensificata ma, per quello che abbiamo visto noi dal cielo sopra Firenze, ieri erano livelli davvero infimi e assolutamente non preoccupanti. Soprattutto, non avrebbero dovuto preoccupare più di tanto l’Italia, ma forse la preoccupazione veniva proprio dal fatto che nessuno li aveva ancora misurati. La cosa positiva in questo è la collaborazione che si è creata tra tutti i centri di ricerca e osservazione atmosferica in Italia, da Firenze a Potenza, passando dal Monte Cimone, che dai suoi 2165 metri ha misurato per primo a terra l’arrivo della polvere islandese.

Angela Marinoni, ricercatrice Isac Cnr, spiega: “All’Osservatorio Ottavio Vittori di Monte Cimone si è osservato un aumento delle particelle grossolane, tipicamente traccianti dei trasporti di polveri desertiche, a partire da lunedì 19 aprile alle ore 11 (0.6 cm3; corrispondenti ad un PM10 di circa 10 microgrammi al metro cubo). Il trasporto si è intensificato a partire dalle ore 22.00, raggiungendo il valore di 1.5 particelle cm3 (PM10 di 30 microgrammi al metro cubo). Questi valori sono caratteristici di trasporti molto intensi di polveri Sahariane a Monte Cimone, ma l’analisi delle traiettorie (cfr. grafico allegato) indicano chiaramente una diversa sorgente (Nord Europa). Insieme alle polveri grossolane si è registrato un aumento simultaneo delle particelle fini, molto probabilmente solfati, originati dall’anidride solforosa tipicamente emessa durante le eruzioni vulcaniche. I solfati sono tra le particelle con coefficiente di diffusione più elevato, infatti a Monte Cimone attualmente il Single Scattering Albedo (rapporto tra diffusione e estinzione) assume valori piuttosto elevati (0.95), nonostante una certa influenza sull’assorbimento delle ceneri vulcaniche”.  

Agostino Da Polenza, Presidente Comitato EvK2Cnr, ente promotore del progetto Share, annuncia:”Stiamo lavorando per creare una rete di monitoraggio “Share Italia” all’interno del progetto Share supportato dal Ministero della Ricerca Scientifica. Abbiamo già 13 stazioni poste sulle montagne più alte di 3 continenti, e ora stiamo contribuendo a rafforzare la storica stazione del Monte Cimone in Appennino. Abbiamo alcune stazioni meteorologiche sui ghiacciai della Lombardia, dove andremo ad attivare una stazione di standard superiore per quest’estate. L’estate scorsa abbiamo avviato con l’università dell’Aquila il processo per la costruzione di una stazione sul Gran sasso, che sarà potenziata quest’anno. Sono poi previste altre 5 stazioni italiane da installare sull’Appennino e sulle Alpi. Mi pare di capire, leggendo i giornali e parlando con gli amici ricercatori che si occupano di atmosfera nel progetto Share, che sono tra i migliori in Italia e nel mondo, che c’è una doppia considerazione da fare riguarda l’interruzione dei voli. Una riguarda l’’ingegneria aeronautica ed è competenza degli esperti del settore. L’altra riguarda la fisica e la chimica dell’atmosfera, e in questo campo è ormai evidente che la scarsità di dati e di osservazioni atmosferiche ha contribuito ad un allarme che almeno da questo punto di vista è ingiustificato. La rete italiana di stazioni di monitoraggio sarà preziosa per la valutazione di questo tipo di fenomeni, oltre che per il monitoraggio dell’inquinamento in aree remote”.

Guido Visconti direttore del Cetemps de L’Aquila (Centro di Eccellenza per l’integrazione di Tecniche di Telerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteorologici Severi, ha sottolineato: “Questa nube sull’Italia è un fenomeno assolutamente trascurabile e l’allarmismo è esagerato e ingiustificato. In questi frangenti bisogna riferirsi a dei dati quantitativi e scientifici, e non basare decisioni importanti su considerazioni qualitative. Per esempio nessuno ha fatto rilevare, in questi giorni, che tutte queste decisioni sono state prese in assenza di misure sperimentali. Non c’era nessuna evidenza che la nube effettivamente ci fosse sopra i cieli italiani”.

Share (Stations at High Altitude for research on Environment), il noto progetto di monitoraggio del Comitato EvK2Cnr che comprende una rete mondiale di stazioni climatico e ambientali in collaborazione con Unep, Wmo, Nasa, Esa e Iucn, è supportata dal Ministero della Ricerca Scientifica e a livello internazionale dal Ministero degli affari Esteri dal Ministero dell’Ambiente. La rete Share è già diffusa su 3 continenti – Asia, Africa, Europa – e conta al momento 13 stazioni d’alta quota che forniscono dati atmosferici in tempo reale in Nepal, Pakistan, Uganda ed Italia. La punta di diamante è la sofisticata stazione NCO-P installata nel 2006 dal Comitato EvK2Cnr a 5.079 metri di quota, nei pressi del Laboratorio Piramide sull’Everest e che opera, tra l’altro, nell’ambito del Progetto ABC di Unep che studia la nube marrone di inquinanti che infesta i cieli asiatici e perturba il clima. Dai prossimi mesi, la rete si allargherà ulteriormente con stazioni in Bolivia, India, Caucaso, Nord Africa e con numerosi siti anche sulla nostra penisola.

Fonte: www.montagna.tv

 

Scudetto al Milan? La cabala dice sì!

Inter e Catania senza volerlo, consegnano lo Scudetto nelle mani del Milan.

Ieri al Cibali di Catania l’Inter ha conosciuto la terza sconfitta del campionato 2009/2010. E’ stata una sconfitta che fino al 19′ del secondo tempo era impensabile. Fino a quel punto l’Inter, seppur soffrendo l’avversario, era passata in vantaggio con il solito Milito. Improvvisamente si risveglia il Catania con una travolgente azione sulla destra, conclusa in modo imperioso da Maxi Lopez fino a quel momento abbastanza evanescente. Il trionfo del Catania è stato completato da altri due goals messi a segno in pochi minuti. Per l’Intere subire 3 reti in 16 minuti è cosa molto rara e questo deve preoccupare in vista della trasferta a Londra contro il Chelsea.

Ma cosa c’entra il Milan in tutto questo e la possibile vittoria rossonera in campionato?

La svolta della partita è al 79′ – Entra Muntari ed esce un Cambiasso non proprio al massimo. Comunque la scelta tecnica non risulterà positiva.

Ma come la cabala può influenzare le sorti del Campionato?

Mascara esulta dopo l'esecuzione del "cucchiaio" - Fonte Adnkronos

La lettera M che ieri è entrata in tutte le fasi cruciali della partita. M come Muntari che in 2 minuti è entrato, si è fatto ammonire per un’entrata da tergo e si è fatto espellere per uno sciocco fallo di mano. M come Milito che ha segnato il primo goal interista. M come Maxi Lopez autore del pareggio catanese. M come Mascara esecutore del rigore al “cucchiaio”. Infine M come Martinez autore del goal della tranquillità per il Catania.

Strano no?! M come Milan e 5 atti decisivi  come 5 sono le lettere che compongono la parola Milan.

Insomma la cabala dice Milan ma ora sta ai rossoneri dimostrare sul campo che la sorte si è messa dalla loro parte per conquistare questo titolo che può risollevare il morale dei tifosi milanisti.

Paolo Innocenti

Cala il sipario sul Grande Fratello

Grande Fratello, Grande Bordello

Se la legge Merlini chiuse i “bordelli”, Mediaset l’ha riaperti

La Televisione come mezzo di comunicazione dell’informazione, di cultura e di programmi per l’intrattenimento, con il programma del Grande Fratello ha veramente toccato il basso.  Non ci sono contenuti antropologici che possano giustificare l’esistenza di una trasmissione che crediamo sia arrivata al capolinea. La caduta dello share è un segnale che ormai lo spettatore medio si sta stufando di vedere azioni volgari, ascoltare parolacce, assistere a sputtanamenti in diretta. Insomma non c’è niente da salvare in questo programma televisivo.

Forse la cosa più bella, televisivamente parlando, è stato quel piano sequenza proposto all’inizio della trasmissione finale che ha passato in rassegna tutti i componenti del cast tecnico, entrando nei luoghi segreti ed inaccessibili della location televisiva.

Alessia Marcuzzi con questa ennesima performance, rischia di farsi applicare un’etichetta che, in futuro, potrebbe legare la sua popolarità al programma “spazzatura” del G.F.

Ci piaceva di più quando conduceva il programma de’ “Le Iene” e speriamo che ripensi a questo cercando di trovare un altro modo di fare televisione.

Paolo Innocenti


Buon San Valentino, Monica

Cara mia adorata,

oggi nella ricorrenza del San Valentino, voglio fare una cosa un po’ diversa, far sapere a tutti quanto sei importante e quanto sia forte il legame che ci unisce.

Sai quanto importante è per noi questo giorno e quale devozione abbiamo per questo Santo che è stato testimone del nostro viaggio di Nozze. Ogni volta che ci capita di passare da Terni, terra del Santo, l’aria accarezza il nostro viso portando via le rughe del tempo.

Non abbiamo costruito una famiglia ma un Castello dove tu sei la Castellana. Fuori dal nostro Castello, nel fossato, ci sono moltissimi coccodrilli a bocca aperta, pronti a raccogliere i nostri errori. Ne abbiamo fatti molti, almeno per me, sono serviti anche per dare un valore al nostro amore, vedere quanto le radici delle piante che abbiamo seminato siano rimaste abbarbicate al terreno, verificare quanto robuste sono le nostre mura.

Il vento è soffiato molto forte, così come si sono abbattute piogge copiose.  Abbiamo dovuto sopportare anche alcune scosse di terremoto, la terra ha tremato forte sotto i piedi ma non ci siamo fatti prendere dal panico, con la speranza che sarebbe durato poco.

Se un giorno il Destino vorrà confinarti nella torre più alta che c’è, farò appello a tutte le mie forze per sconfiggere gli eventi negativi ed arrivare lassù per salvarti.

Ma noi vigileremo molto e terremo gli occhi ben aperti e, anche quando sull’orlo del precipizio, troveremo sicuramente la volontà e le forze per salvarci consci dell’unicicità del nostro amore.

Oggi non ti imprigiono nella cella più alta della torre bensì ti pongo sul piedistallo più alto che c’è con una preghiera: colloca anche me accanto a te per amarti come forse mai ho fatto prima d’ora e per meglio controllare la nostra famiglia ed i nostri genitori che hanno tanto bisogno di noi e di vederci in Amore.  Oggi questo è il mio umile e povero regalo ma ricco di gratitudine e grande emozione.

Tuo Paolo

Tremonti al Cimone

Da oggi non chiamatemi più Ministro ma Maestro

Foto di gruppo di giornalisti ed onorevoli

Anche se da un punto di vista giornalistico non è bello ma per una volta lasciatemi scrivere un articolo in prima persona.

Ieri 30 gennaio al Passo del Lupo sulla pista “Belladonna” si è tenuto il 1° Criterium di sci per parlamentari e giornalisti italiani.

Sulla cronaca e i dettagli della manifestazione ne hanno parlato diffusamente emittenti televisive e carta stampata che erano presenti alla manifestazione. A me preme scrivere sul backstage della manifestazione che è stato molto simpatico. Erano presenti il Ministro degli Esteri Franco Frattini che per lui quella del Cimone è diventata una montagna amica perché il Ministro si è imparentato con Gaetano Coppi, ex presidente della FISI, essendosi legato alla figlia Stella, una giovane ed affascinante signora.

Franco Frattini è subito apparso molto in forma rispondendo alle domande di cronisti e semplici persone. Non ha disdegnato di farsi fotografare con chiunque glielo chiedesse, denotando uno semplicita disarmante. E la sua forma fisica l’ha dimostrata ampiamente sulle piste venendo giù con grande fluidità ed eleganza dando come si suol dire “pappa e cena” a tutti. Va ricordato che il Ministro Frattini è Maestro di Sci Alpino e quindi grande conoscitore ed appassionato della montagna.

C’era anche Giulio Tremonti Ministro dell’Economia che ha dato anche lui una dimostrazione di bravura sciistica ma soprattutto quello che ha colpito di più è  la sua simpatia. Sempre pronto a creare scenette divertenti come quando, prima di una foto, ha voluto a tutti i costi una bottiglia di Lambrusco da versare nella Coppa del vincitore per berlo insieme a tutti i giornalisti presenti.

Ho avuto la fortuna di avvicinarlo e parlare con lui. Ad un certo punto mi sono congedato da lui con una domanda: “Onorevole oggi riceverà il diploma di Maestro di Sci. Da oggi preferirà essere chiamato Ministro o Maestro?”.

Invece di rispondere mi dice: Questa domanda mi piace e se permette me la faccio mia. D’ora in poi in ogni intervista ripeterò: non chiamatemi Ministro ma Maestro”.

Anche questo ha un grande significato di umiltà. La cosa che fa piacere è che in questo giorno di festa non esisteva divisione fra “destra” e “sinistra” perché erano presenti, e si divertivano, tutti gli schieramenti politici.

Paolo Innocenti

Io con il simpaticissimo "Maestro" Giulio Tremonti

Io fra l'Onorevole Franco Frattini e la campionessa di sci Celina Seghi

Al Cimone l’eccellenza del soccorso sulle piste da sci

Sestola, 25 gennaio 2010

Il Comprensorio del Cimone, è ritenuta fra le più importanti stazioni sciistiche  dell’Appennino anche per l’ottima organizzazione dell’emergenza sanitaria. Il Team costituito da: Carabinieri Sciatori Soccorritori, Medici ed Infermieri specializzati nell’area del soccorso d’urgenza, volontari dell’AVAP Fanano Soccorso, AVAP Sestola e AVSA Riolunato ed in collaborazione attiva con la Centrale Operativa del 118 di Modena soccorso, stanno portando il Comprensorio Monte Cimone all’eccellenza nel soccorso sanitario. Per migliorarsi ulteriormente, hanno pensato di essere i primi in Italia a dotarsi di un nuovo sistema particolarmente innovativo, per accogliere i feriti prima di deporli nei toboga,  a cui seguirà il trasferimento con l’elisoccorso oppure con l’ambulanza.

Si tratta di un contenitore termico simile ad un sacco a pelo ma molto più confortevole, versatile, pratico, sicuro ed igienico, utilizzabile anche per il soccorso estremo che viene fissato con cinghie invisibili ad un telo isotermico. Si adagia direttamente a terra soccorrendo il ferito che vi può essere riposto anche con la barella a cucchiaio.

Basta chiudere le lampo ed il paziente viene protetto dal freddo per prevenire l’ipotermia, visto che in certi casi passano ore prima di arrivare all’ospedale di zona.

Per i feriti il tempo che intercorre dall’intervento sanitario all’ingresso nell’unità   operativa  di  pronto soccorso   è bene che venga trascorso nel modo più “confortevole” possibile.

Questi kit, pervenuti direttamente dalla Finlandia ed il cui materiale tessile è interamente italiano, verranno impiegati durante la manifestazione sciistica del 1° Criterium sulla neve dei Parlamentari italiani che si terrà a Sestola il prossimo 30 gennaio. “Pensavamo che questo materiale innovativo potesse essere molto utile per i feriti – dice Oscar Santunione coordinatore del soccorso piste – ed infatti fin dai primi soccorsi eseguiti, abbiamo notato un confort del paziente mai registrato prima”

Ai ricercatori del dipartimento di Fisiologia dell’Università di Kuopio ci sono voluti tre anni di esperimenti in speciali camere termiche, per sapere che il tessuto italiano, accoppiato a   microfibre    isotermiche, era l’ideale per il soccorso in alta montagna.

Oltre a proteggere dalle temperature rigide, questi teli proteggono anche dall’umidità, dal vento e dall’acqua.

Volendo si possono adagiare anche in appositi materassi a depressione per mantenere il paziente in posizione rigida e sollevato fa terra, evitando o attenuando il dolore dovuto al terreno sconnesso. E’ bene ricordare che mentre in Italia questo sistema non è ancora molto conosciuto, in Svizzera, Germania e Paesi Nordici è molto diffuso.

Paolo Innocenti

email: paoloinnocenti.pt@gmail.com

Eluana è stata uccisa!

Eluana Englaro la ragazza in coma vegetativo da 17 anni si è spenta per un improvviso arresto cardiaco nella clinica “La Quiete” di Udine, dove era stata ricoverata per permetterle di morire, secondo la volontà del padre.

La parte ipocrita dei giornalisti ha scritto: “Ci stringiamo intorno al dolore del padre Beppino”. Ma quale dolore? Il padre non aspettava altro e Vi stringete attorno a lui? Finalmente ha raggiunto lo scopo! Per l’amor del cielo, non vogliamo accusare nessuno ma non si deve essere ipocriti e scrivere che ora il dolore del padre sarà grande. 2_0_315107648

Vorrei solo ricordare che Nostro Signore ci ha dato un grande dono: “la sofferenza” lo disse anche Padre Pio. Bisogna ricordarsi che siamo venuti al Mondo per soffrire e questo lo sappiamo, viene insegnato anche ai nostri figli e per nessuna ragione possiamo interrompere la somministrazione di cibo e bevande ad un malato, nemmeno se non è autosufficente. Vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 2500 persone che vivono come Eluana, eppure nessuno si è mai permesso di dire: “Mia figlia o mio figlio, deve morire perché è giusto che sia così“. E’ una affermazione del più alto grado dell’egoismo e non ci sono situazioni familiari che possano indurre le persone ad esprimersi in tal senso.

Ricordiamo che, anche se in coma, Eluana si manteneva in vita da sè senza l’ausilio delle macchine, senza dipendere da farmaci, avendo anche un ciclo mestruale. Chi dice che Eluana non percepisse le voci provenienti dall’esterno e per una complessità di fattori non avesse potuto manifestarlo nemmeno con un gesto? 

Perché il padre si è accanito contro di lei, pur non dovendo in prima persona accudirla? Perché in questi giorni cruciali non era al capezzale della figlia ed ha impiegato quasi 24 ore per coprire una distanza relativamente lontana che divide Lecco da Udine? Non ci sono scuse che possano giustificare un simile comportamento.

Ed in tutta questa faccenda perché non si è mai sentito il parere della madre? Cosa c’è dietro a questo mistero?  

Non possiamo certo applaudire l’operato dei medici della Casa di Cura “La Quiete”, come non possiamo confortare il padre perché di conforto non ne ha bisogno. Dobbiamo solo piangere la triste fine di Eluana che per il padre è morta 17 anni fa in quell’incidente stradale. Lui aveva perso la cosa più importante: la speranza. Qualcuno potrebbe obiettare: “ma quale speranza!“. Noi speriamo che Beppino Englaro sia sereno e non si penta mai di quello che ha fatto. Il Signore ci ha insegnato che non bisogna mai disperare perché qualcuno in nostro aiuto alla fine c’è sempre. Padre Pio all’inaugurazione dell’Ospedale Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo disse: “Il sofferente deve vivere l’amore di Dio per mezzo della saggia accettazione dei suoi dolori, della serena meditazione del suo destino a Lui. In essa l’amore a Dio dovrà corroborarsi nello spirito del malato, mediante l’amore a Gesù Crocifisso, che emanerà da coloro che assistono l’infermità del suo corpo e del suo spirito.” p-pio

Paolo Innocenti