E’ un continuo chiedersi se esiste veramente il razzismo in Italia. Ne hanno parlato alla trasmissione televisiva di Rai Uno “Domenica In”.
Premesso che il razzismo non deve assolutamente esistere. Anzi scriviamo pure che non esiste. E’ la solita strumentalizzazione che dobbiamo subire perché serve ai Media per fare audience. Così si scatena la lotta allo “straniero” a chi lo vuole e chi no!

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Se non si volevano “mescolanze” di razze, dovevamo pensarci prima, quando una ventina di anni fa, vedere aggirarsi uno “straniero” nella città di chi scrive, Pistoia, era paragonabile allo “straniero” che si avvistava nella via polverosa di una cittadina del Far West.
Poi c’è stata la guerra nei Balcani, i focolai bellici del Medio Oriente, la fuga dal Nord Africa e le prime coste che hanno avvistato sono state quelle immerse nel bel mezzo del bacino del Mediterraneo, cioè l’Italia. Da qui l’impiego di una buona parte nell’agricoltura perché si sa che gli italiani non vogliono più lavorare la terra. Già la terra è troppo “bassa”!!! – Un’altra buona parte impiegata nel settore dell’edilizia e un’altra buona parte? Beh, quella ha trovato altre occupazioni più redditizie… droga, prostituzione, furti. In questo una buona parte di colpa ce l’ha avuta il Governo che per primo ha accettato un tipo di immigrazione non controllata.
Pensiamo che la maggior parte degli immigrati sia in Italia, sbagliato! Ci sono anche in Spagna, ma sono ben distribuiti. Sui quasi 4 milioni in totale, oltre 1,5 milioni sono Comunitari, 1,2 milioni dei Paesi iberoamericani, oltre 800 mila africani per lo più del Marocco mentre i cinesi sono poco più di 120 mila. Da notare che di 1,5 milioni di cittadini Comunitari, la maggioranza che risiede in Spagna sono rumeni che nel corso di un anno sono più che raddoppiati passando da poco meno di 280 mila a più di 600 mila. (fonte ufficiale del Governo spagnolo aggiornata al 31/12/2007)

In Francia esistono i flussi migratori che hanno visto dal 1980 una forte prevalenza di richieste di ingresso per abitanti del: Congo, Sri Lanka, Turchia, Haiti. Dal 1990 abitanti per lo più della Romania e Paesi della ex-Jugoslavia e a partire dal 2000 per cinesi, algerini e russi.
La Germania è al primo posto in Europa per numero di immigrati, oltre 7 milioni (2004) e moltissimi dell’Islam. Pensate che in Germania uno dei cibi più apprezzati è il Kebab quel “rotolone” di carne arrostita che gira su uno spiedo verticale. Sono stato ad Hannover e vi assicuro che i gestori di questi locali sono i tedeschi e i clienti più affezionati sono sempre i tedeschi che lo preferiscono al “molliccio” Mac Donald. Sono anche i maggiori esportatori di questo gustoso cibo che viene apprezzato molto anche in Italia. Proprio ad Hannover ci sono tantissimi stranieri molto diligenti e rispettosi delle leggi tedesche.
Un altro Paese dove c’è un’integrazione perfetta tra cittadini d’origine ed immigrati è la Norvegia. Infatti non entra un immigrato se non ha un lavoro assicurato ed una volta accettato diventa un cittadino come tutti gli altri con diritti e doveri da rispettare.
Quindi come si può capire non dipende dal numero degli immigrati ma, l’integrazione dipende dalle leggi vigenti nella nazione ospitante e dalla fermezza di farle rispettare. Ma questo non significa essere razzisti, significa avere una buona educazione e usare il buon senso come regola numero uno. Se in una azienda c’è un buon comando anche tra i dipendenti si crea il buon umore e si vive in buona armonia. E’ normale che chi entra nel nostro paese e dopo un po’ perde il lavoro, dovendo continuare vivere, se non esiste un’assistenza sociale che funziona questa persona inizia a delinquere e questo non deve farci gridare allo scandalo. La colpa è sempre di chi governa che oltre a non ottenere il rispetto delle leggi, fa ben poco per aiutare questi immigrati.
Per fortuna che la maggior parte degli stranieri sono persone oneste, volenterose e rispettabili. Tra quelle più oneste senza dubbio sono i filippini anche perché sono stati tra i primi ad iniziare l’integrazione in Italia. A differenza di quanto si possa pensare anche i marocchini sono onesti. I senegalesi sono abituati a non turbare la quiete dell’ambiente, si fanno i fatti loro. Quelli più “pericolosi” sono i rumeni anche per una indole innata dell’essere zingaro. Un imprenditore rumeno un giorno disse: “I rumeni sono un popolo di fannulloni che non ha voglia di lavorare, anche in Romania la maggior parte di loro non vuole andare in fabbrica”.
Però ricordate che anche gli italiani non vogliono lavorare la terra, perché è troppo bassa! Ormai sono tutti signori.
Un discorso a parte lo meritano le donne. Vengono subito etichettate come “puttane” perché vengono viste sporche, disordinate, madri poco serie e… amanti solo del sesso.
Niente di più sbagliato. Sono discorsi montati dalle donne italiane che vedono nelle “straniere” delle nemiche che minacciano i propri mariti. Se desiderano tenersi stretti i propri mariti, le donne italiane bisogna che pensino meno alla carriera professionale e curino di più il proprio compagno. Le separazioni in Italia sono aumentate in modo spaventoso con l’aumento dell’emancipazione della donna. Mogli, se volete che una donna non si sostituisca a voi nel letto, pensate meno alla carriera e di più alla famiglia e al marito.
Eppoi non è vero che le donne dell’Est sono solo prostitute. Chi finisce in quel tunnel lo fa perché viene minacciata ed è una persona: sola, obbligata e disperata. Altrimenti sono donne uguali a tutte le altre. Fra le più serie, rispettose e amorevoli per l’uomo ci sono le islamiche. E tra quelle extra comunitarie le più integrate in Italia sono senza dubbio le marocchine, perché oltre ad essere le più occidentali dell’Africa, sono anche le più vicine alle nostre tradizioni e se molte professano la religione islamica, rispettano anche la cattolica. Anzi le marocchine sono quelle che incarnano meglio di altre l’ideale di donna, perché hanno un rispetto dell’uomo simile a quello che avevano le donne italiane di tantissimi anni fa, un soma tipico della donna mediterranea ed una sensualità che solo loro sanno usare in modo esemplare.
A questo punto, che senso ha il razzismo?
Paolo Innocenti